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18) Immigrazione
19) Fitness e sport
20) Tutela animali
21) Anti-aborto
4) POTERE GIUDIZIARIO
4.1. POTERE GIUDIZIARIO.

Il potere giudiziario ha la funzione di giudicare fatti e comportamenti che sono ritenuti in contrasto con la legge, stabilire sanzioni nei casi di sentenza di condanna.
Alcuni importanti requisiti per una efficace funzione giurisdizionale:

  1. Civil Law.
    Il sistema giudiziario deve basarsi su diritti codificati ovvero su codici scritti i quali raccolgono in maniera omogenea delle leggi (ad esempio: codice civile, codice penale).
    In questi sistemi il potere giudiziario e il potere legislativo sono separati e indipendenti; il magistrato deve attenersi per quanto possibile alle leggi scritte dal legislatore e allo spirito del legislatore.
    La giurisprudenza possiede autorevolezza ma non ha forza di legge.
    In questo modo si ha maggiore controllo e chiarezza sull'applicazione della legge.
  2. Razionalizzazione delle leggi.
    Le leggi devono essere scritte in modo semplice, chiaro e preciso in modo da non creare confusione.
    Dobbiamo evitare la confusione che si può creare con un numero troppo elevato di leggi, situazione che ostacola la conoscenza delle leggi e crea anche maggiori possibilità di contraddizione tra le leggi stesse.
  3. Assunzione dei magistrati per concorso.
    Le persone diventano magistrati dopo un concorso pubblico riservato alle persone con determinate conoscenze in ambito giuridico.
  4. Autonomia interna ed esterna.
    Per garantire una maggiore imparzialità di giudizio l'ordine giudiziario deve garantire autonomia ai singoli magistrati e deve essere autonomo rispetto agli altri poteri dello Stato.
    Per garantire l'autonomia interna occorre che l'ordine giudiziario sia organizzato in modo funzionale, non gerarchico: i magistrati si distinguono per diversità di giurisdizione (civile, penale, eccetera), per diversità di grado di giudizio (primo grado, appello e altri eventuali gradi), per diversità di competenza territoriale, per diversità di compiti interni (ad esempio: magistrati giudicanti e magistrati inquirenti).
    Occorre la presenza di un organismo di autogoverno della magistratura, un organismo che vigila sull'autonomia interna ed esterna dell'ordine giudiziario, provvede ai criteri di assunzione, di trasferimento e carriera dei magistrati, ai criteri per i provvedimenti disciplinari.
    I magistrati membri dell'organismo di autogoverno devono essere eletti dai magistrati per un mandato che dura 4 o 5 anni.
    Il potere esecutivo e il potere legislativo sono confermati politicamente ogni mandato dai cittadini e sono giudicati dai magistrati circa eventuali crimini commessi; i magistrati gestiscono un grande potere e godono di un privilegio in quanto sono giudicati solo dal loro organismo di autogoverno e da altri magistrati.
    Per evitare i danni di un eccessivo corporativismo il quale può generare abusi di potere dei magistrati occorre che nell'organismo di autogoverno dei magistrati siano presenti (per esempio con una quota di 1/3) anche membri eletti dal potere legislativo.
  5. Giudice naturale.
    Occorre la presenza di criteri oggettivi stabiliti dalla legge per individuare il giudice competente a pronunciarsi su una certa controversia.
    In questo modo si evita che il giudice sia scelto a vantaggio dell'accusa o della difesa dopo che si è commesso il fatto oggetto del processo; per tali ragioni è necessario anche impedire l'istituzione di giudici in via straordinaria per giudicare un fatto successo precedentemente.
  6. Parità tra l'accusa e la difesa.
    Il giudice deve essere una terza parte indipendente dall'accusa e dalla difesa.
    In questo modo si garantisce una maggiore imparzialità di giudizio.
  7. Diritto all'accusa e alla difesa in qualunque grado del processo.
    In questo modo con il dibattito tra l'accusa e la difesa ci si può avvicinare meglio alla verità, il giudice ha maggiori elementi per il giudizio.
  8. Diritto all'avvocato.
    In questo modo la difesa dell'imputato viene affidata ad una persona che conosce la legge e che argomenta le ragioni con distacco emotivo.
    L'imputato può anche scegliere di difendersi da solo; se non possiede i soldi per pagare l'avvocato ha diritto ad un avvocato fornito gratuitamente dallo Stato.
  9. Diritto all'interprete.
    L'imputato, se non comprende la lingua parlata nell'udienza e se non possiede i soldi per pagare un interprete, ha diritto ad un inteprete fornito gratuitamente dallo Stato.
  10. Motivazione di ogni provvedimento.
    Ogni provvedimento dei magistrati deve essere precisamente motivato, in modo che si possa valutare la correttezza dell'operato dei magistrati e le parti possano conoscere e contestare concretamente i provvedimenti.
  11. Due o tre gradi di giudizio.
    La possibilità di ricorrere in appello presso altri magistrati è una garanzia contro gli errori giudiziari.
  12. Valore definitivo della sentenza.
    Per la certezza del diritto occorre che dopo la conclusione dei gradi di giudizio la sentenza acquisti valore definitivo.
  13. Durata ragionevole dei gradi di giudizio.
    Il processo deve durare un tempo ragionevole in quanto il prolungarsi per numerosi anni determina l'ingolfamento del sistema giudiziario e soprattutto determina una ingiustizia perché i cittadini rinunciano a far valere i propri diritti per non affrontare processi decennali e troppo costosi.
    Una regola ragionevole può essere che ogni grado di giudizio può durare al massimo due o tre anni.
  14. Presunzione di innocenza.
    Ogni cittadino è innocente fino alla condanna definitiva emessa dalla magistratura: quindi ogni cittadino ha diritto a non essere sottoposto a sanzioni in attesa della sentenza (con l'eccezione per i provvedimenti necessari per non compromettere il processo) e in generale a non essere trattato come colpevole.
  15. I magistrati hanno l'obbligo di esercitare l'azione penale.
    I magistrati preposti all'accusa devono avere l'obbligo all'esercizio dell'azione penale: questa è una garanzia per ottenere che tutti i reati penali siano perseguiti, per evitare che fazioni ricche e potenti possano condizionare i magistrati e/o le vittime e cosi impedire che siano perseguiti determinati reati penali.
    Questa garanzia può essere ostacolata da una situazione nella quale gli uffici giudiziari hanno una quantità di lavoro così alta che non si possono seguire tutte le notizie di reato: in questo caso i magistrati sono di fatto obbligati ad effettuare una scelta di priorità e questo può determinare il condizionamento descritto sopra.
    Per risolvere questo problema occorre l'esistenza di un elenco di priorità pre-stabilito, deciso dall'organismo di autogoverno dei magistrati.
    Eventualmente si può stabilire che tale elenco di priorità deciso dall'organismo di autogoverno possa essere sottoposto a referendum popolare.
    Nonostante questi inconvenienti appare preferibile l'esistenza del principio dell'obbligo di esercitare l'azione penale.
    I magistrati tuttavia non devono avere il monopolio dell'azione penale, è preferibile che questa possa essere esercitata anche dalle vittime o in certi casi anche da una colletività.

4.2. SISTEMA PENALE.

Generalmente le condanne prevedono pene detentive o pecuniarie, in alcuni casi il dovere di svolgere un lavoro al fine della rieducazione.
La tortura deve essere sempre vietata perché è un'azione ripugnante e inutile.
Negli Stati dove esiste la pena di morte questa deve essere prevista solo in caso di prove chiare e certe, deve essere eseguita con modalità istantanea, come un colpo di arma da fuoco alla testa, evitando modalità come la camera a gas o la sedia elettrica.


ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  1. Vincenzo Varano, Vittoria Barsotti e altri autori, La tradizione giuridica occidentale. Volume II. Argomenti per un confronto Civil Law Common Law, anno 2003

  2. Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, anno 1764

  3. Chiesa Cattolica, Catechismo della Chiesa Cattolica, anno 1997, art. n.1897-1904, art. n.1909-1910, http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c2a2_it.htm; art. n.2267, n.2297-2298, http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a5_it.htm