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1) Democrazia
2) Repubblica presidenziale
3) Assemblea legislativa
4) Potere giudiziario
5) Federalismo
6) Sistema economico
7) Tasse
8) Tutela ecologica
9) Educazione civica
10) Anti-razzismo
11) Lavoro
12) Moneta mondiale
13) 35 ore
14) Lingua unica mondiale
15) Televisione
16) Casa
17) Droghe
18) Immigrazione
19) Fitness e sport
20) Tutela animali
21) Anti-aborto
6) SISTEMA ECONOMICO
6.1. ECONOMIA DI MERCATO E ATTENZIONE SOCIALE.

6.1.1. Economia di mercato e attenzione sociale.

L'economia deve essere basata quasi totalmente sulla libera concorrenza privata; quando lo Stato gestisce imprese è quasi sempre un fallimento: grandi sprechi, inefficienze, corruzione, debiti, a causa del legame tra la politica e i dirigenti delle imprese di Stato.
Lo Stato deve intervenire nell'economia con regole intelligenti: senza attenzione sociale avremo diffusa schiavitù e miseria. La povertà, i disagi lavorativi, sono le cause di quasi tutti i crimini.
Questo è il sistema economico che garantisce più benessere diffuso.
Alcuni esempi di necessario intervento statale sono: pagare le spese scolastiche, in modo che ogni cittadino possa frequentare la scuola; pagare le spese sanitarie, in modo che ogni cittadino possa usufruire delle medicine e dei trattamenti sanitari di cui ha necessità.
Possiamo avere una scuola statale e scuole private oppure solo scuole private. Possiamo avere strutture sanitarie statali e strutture sanitarie private oppure solo strutture sanitarie private.

6.1.2. Pubblica amministrazione.

Occorrono regole per la trasparenza nell'amministrazione statale e per contrastare gli sprechi di denaro pubblico, l'eccesso di burocrazia.
La legge deve stabilire degli equi limiti massimi per le retribuzioni dei dirigenti pubblici.
Lavoratori dello Stato e del privato devono avere le stesse regole.
I dirigenti devono essere responsabili in casi di cattiva amministrazione, con la possibilità reale di esclusione dalla direzione, di licenziamento e quando necessario anche di risarcimento del danno.


6.2. DEBITO PUBBLICO.

Lo Stato deve ricorrere al debito pubblico solo in situazioni straordinarie e normalmente deve tendere sempre all'estinzione totale del debito pubblico.
Il debito pubblico non dovrebbe superare il 40% del PIL, altrimenti significa che: un'elevata parte di tasse serve per pagare gli interessi sul debito pubblico invece che essere usata per servizi utili ai cittadini; il governo si sta comportando irresponsabilmente, perché un debito troppo alto significa grandi o grandissimi sacrifici per ripagarlo.
È anche opportuno evitare di vendere troppo debito pubblico all'estero, per evitare intromissioni di altri Stati nella politica interna.
Possono essere molto utili leggi che, in caso di superamento del 40% di debito/PIL, prevedano forti multe e l'ineleggibilità a vita per tutti i politici dell'assemblea legislativa interessata.


ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  1. Karl Raimund Popper, Contro Marx, anno 1945, (Contiene la critica a K. Marx tratta dall'opera “La società aperta e i suoi nemici” di Karl Popper)

  2. Friedrich A. Von Hayek, Liberalismo, anno 1988, (scritti vari sul liberalismo)

  3. Papa Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in veritate”, data 29/06/2009, http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

  4. Chiesa Cattolica, Catechismo della Chiesa Cattolica, anno 1997, art. n.2419-2449, http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a7_it.htm

  5. Central Intelligence Agency (CIA) of the United States of America, The World Factbook. Country Comparison for public debt, anno 2010, lista di Stati ordinati per debito pubblico/PIL pubblicata sul sito della CIA, https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/2186rank.html