Lingua:     PORTUGUÊS    •    ITALIANO
Pagina Iniziale
1) Democrazia
2) Repubblica presidenziale
3) Assemblea legislativa
4) Potere giudiziario
5) Federalismo
6) Sistema economico
7) Tasse
8) Tutela ecologica
9) Educazione civica
10) Anti-razzismo
11) Lavoro
12) Moneta mondiale
13) 35 ore
14) Lingua unica mondiale
15) Televisione
16) Casa
17) Droghe
18) Immigrazione
19) Fitness e sport
20) Tutela animali
21) Anti-aborto
11) LAVORO
11.1. TUTELE PER I LAVORATORI.

11.1.1. Limiti all'orario di lavoro.

Dobbiamo stabilire un ragionevole limite massimo all'orario di lavoro: per le ore ordinarie e quelle straordinarie.

11.1.2. Limite per il salario orario minimo.

Maggiore è il salario orario minimo, maggiore è la disoccupazione; questo perché quando aumenta il costo del lavoro di conseguenza si riduce il profitto aziendale e pertanto questo per alcune imprese significa l'impossibilità di pagare i propri lavoratori.
Pertanto il salario orario minimo deve essere stabilito con ragionevolezza: deve essere una misura per dare uno stipendio minimo decente, non per dare uno stipendio di lusso, altrimenti cresce troppo la disoccupazione.
È preferibile che ci sia un salario orario minimo generale piuttosto che un salario orario minimo per ogni categoria: le categorie più deboli non riescono a ottenere aggiornamenti del salario minimo in modo adeguato e frequente come le categorie più forti.
Il salario orario minimo può essere deciso dallo Stato federale quando ci sono poche differenze di potere d'acquisto tra gli Stati membri; altrimenti è deciso da ogni Stato membro.

11.1.3. Sane condizioni di lavoro.

Dobbiamo garantire sane condizioni di lavoro, come per esempio: evitare il contatto con materiali dannosi per la salute; proteggere dal rumore eccessivo.

11.1.4. Regole per i licenziamenti.

La legge deve stabilire che il licenziamento avvenga sempre per giusta causa altrimenti il lavoratore ha diritto a un adeguato risarcimento economico.
Alcuni esempi di giusta causa: l'incapacità del lavoratore a svolgere il lavoro; il mancato rispetto degli obblighi del proprio contratto di lavoro e della legge; la crisi economica aziendale; la soppressione del posto di lavoro in quanto non più necessario.
Tutti i lavoratori vorrebbero la sicurezza di non essere mai licenziati ma questo è un desiderio irrealizzabile; sostenere questa possibilità non significa difendere i lavoratori ma piuttosto significa proporre un'idea che fa fallire le aziende e che impoverisce l'intera collettività.

11.1.5. Promuovere la stabilità del posto di lavoro.

Dobbiamo evitare l'uso di contratti di lavoro con scadenza a poche settimane o pochi mesi dove invece il profilo lavorativo ha natura duratura, altrimenti questi contratti sono un modo per licenziare senza giusta causa.


11.2. TUTELE PER I DISOCCUPATI.

11.2.1. Il problema della disoccupazione.

La politica ha il compito di affrontare il grave problema della disoccupazione.
Il numero dei disoccupati che cercano lavoro indica che esiste un numero di persone che si trovano in grave difficoltà, che senza aiuto non hanno i mezzi per sopravvivere legalmente e onestamente nella società.
Lo Stato non può obbligare le aziende a mantenere o assumere del personale non necessario all'azienda perché questo provocherebbe il fallimento economico dell'azienda.
Di seguito alcune misure per aiutare i disoccupati.

11.2.2. Corsi di formazione.

Corsi di formazione, a basso prezzo, per qualificare i disoccupati, in modo che possano trovare più facilmente un lavoro.

11.2.3. Facilitare il collocamento lavorativo.

Un unico elenco con tutte le offerte di lavoro nel proprio Stato, offerte raggruppate in base alla provincia di appartenenza, così che i disoccupati non sono costretti a spendere soldi e tempo per la ricerca delle offerte di lavoro in numerose agenzie, siti internet e giornali che offrono solo alcune offerte.

11.2.4. Indennità di disoccupazione.

L'indennità di disoccupazione è una somma di denaro pagata ogni mese, a quei disoccupati che non hanno denaro sufficiente per pagare le spese basilari come affitto, cibo, elettricità, gas, acqua.
L'indennità di disoccupazione deve spettare solo a chi ha la cittadinanza, altrimenti lo Stato attirerebbe disoccupati da ogni Stato e il costo diverrebbe insostenibile.
Periodicamente l'ufficio statale per i disoccupati comunica, al disoccupato che sta percependo l'indennità di disoccupazione, delle offerte di lavoro compatibili con le sue capacità e competenze: non possiamo offrire un lavoro di scienziato nucleare o di architetto o di ingegnere a una persona che non ha la minima competenza di tale lavoro.
L'indennità deve essere sospesa per uno o più anni quando il disoccupato approfitta ingiustamente dell'indennità, ad esempio: quando il disoccupato rifiuta un colloquio di lavoro oppure un lavoro; per tutti i comportamenti che fanno pensare che il disoccupato non abbia voglia di lavorare per usufruire dell'indennità di disoccupazione; se scopriamo che il disoccupato lavora.
Per questi motivi il disoccupato che percepisce l'indennità è sottoposto a controlli periodici.
Se i controlli non sono efficaci allora lo Stato avrà un numero rilevante di persone che usano illecitamente l'indennità e questo sarebbe un grande costo per lo Stato, potrebbe causare la fine dell'indennità, danneggiando così coloro che ne hanno realmente bisogno.
Se i fondi pubblici sono scarsi possiamo stabilire un limite, ad esempio: ogni persona riceve l'indennità al massimo per 5 anni complessivi, sommando tutti i periodi nei quali ha ricevuto l'indennità.


ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  1. Papa Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in veritate”, data 29/06/2009, http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html

  2. Chiesa Cattolica, Catechismo della Chiesa Cattolica, anno 1997, art. n.2419-2449, http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a7_it.htm

  3. Karl Marx, Il capitale, anno 1894

  4. Karl Raimund Popper, Contro Marx, anno 1945, (Contiene la critica a K. Marx tratta dall'opera “La società aperta e i suoi nemici” di Karl Popper)

  5. Friedrich A. Von Hayek, Liberalismo, anno 1988, (scritti vari sul liberalismo)