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1) Democrazia
2) Repubblica presidenziale
3) Assemblea legislativa
4) Potere giudiziario
5) Federalismo
6) Sistema economico
7) Tasse
8) Tutela ecologica
9) Educazione civica
10) Anti-razzismo
11) Lavoro
12) Moneta mondiale
13) 35 ore
14) Lingua unica mondiale
15) Televisione
16) Casa
17) Droghe
18) Immigrazione
19) Fitness e sport
20) Tutela animali
21) Anti-aborto
13) 35 ORE

13.1. 35 ore.

Dobbiamo stabilire un ragionevole limite massimo all'orario di lavoro. Un'ottima soluzione è il limite di 35 ore settimanali per le ore ordinarie e di 10 ore mensili per le ore straordinarie. Le 35 ore sono uno dei requisiti necessari per una buona qualità della vita, per avere reale libertà.
Per leggere libri, per praticare regolarmente un'attività sportiva, per occuparsi della famiglia, abbiamo bisogno di ore di tempo libero. Se lavoriamo dalla mattina alla sera rimane solo il tempo per le faccende di casa e per il riposo per la fatica e lo stress. L'orario lavorativo troppo esteso diffonde ignoranza, problemi di salute, problemi familiari; diffonde avvilimento, alienazione, insoddisfazione, abbruttimento interiore e esteriore.

13.2. L'orario lavorativo deve essere regolato dallo Stato?

Se la legge non stabilisce un limite all'orario lavorativo allora la logica del profitto, le necessità della concorrenza economica spingeranno le aziende a massimizzare l'orario lavorativo fino al limite massimo sopportabile dai lavoratori: questo è storicamente dimostrato, perché molto spesso le leggi sul costo del lavoro rendono più conveniente per l'imprenditore far svolgere le ore di lavoro in più ai lavoratori che ha piuttosto che assumerne di nuovi.
Per questi motivi gli imprenditori con l'intenzione di concedere le 35 ore settimanali avrebbero enormi difficoltà a farlo oppure sarebbe impossibile perché poi perderebbero la concorrenza economica con le altre aziende.

13.3. Realizzabilità economica.

Perché sostenere le 35 ore settimanali e non un limite minore?
Ogni diminuizione del limite orario lavorativo significa un aumento del salario minimo orario altrimenti molti lavoratori che lavorano con la paga minima non riuscirebbero più a sopravvivere.
Alcune aziende possono permettersi l'aumento dei costi del personale: queste aziende dopo la riduzione del limite orario lavorativo assumeranno più lavoratori per poter avere la precedente quantità totale di ore lavorate.
Alcune aziende non possono permettersi l'aumento dei costi del personale: alcune di queste aziende falliranno dopo la riduzione del limite orario lavorativo.
In conclusione la diminuzione del limite orario lavorativo ha effetti contrastanti sull'occupazione: non possiamo abbassare troppo il limite orario lavorativo perché creiamo troppa disoccupazione rispetto a quella creata.
Inoltre: gli Stati con un limite orario lavorativo più basso potranno aver bisogno in alcuni casi di mettere delle tasse sulle importazioni da quegli Stati che hanno un più alto limite orario lavorativo, dato che questi Stati possono praticare prezzi più bassi sui propri prodotti perché sfruttano un più basso salario orario minimo.

13.4. I controlli sul rispetto dell'orario di lavoro sono molto importanti.

La legge stabilisce che le ore straordinarie di lavoro devono essere una libera scelta del lavoratore ma nella realtà spesso non è così: i contratti di lavoro sono spesso a tempo determinato, rinnovati dopo alcuni mesi, pertanto rifiutarsi di eseguire ore di lavoro straordinario significa rischiare fortemente di perdere il lavoro.
Per questi motivi la politica dei controlli sul rispetto dell'orario di lavoro è molto importante e deve essere efficace altrimenti le aziende che non rispettano le regole e sfruttano di più i lavoratori hanno un ingiusto vantaggio nella concorrenza economica.
Possiamo raggiungere questo obiettivo in due modi: a costo zero attraverso segnalazioni anonime dei lavoratori agli enti statali che hanno il compito di verificare il rispetto della legislazione del lavoro, con varie classi di sanzioni; infine con controlli periodici a sorpresa organizzati dagli enti statali.


ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  1. Jean-Louis Dayan, Michele La Rosa (e altri autori), L'esperienza delle 35 ore in Francia. Bilancio e prospettive, anno 2001

  2. Chiesa Cattolica, Catechismo della Chiesa Cattolica, anno 1997, art. n.2428, http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a7_it.htm